"Danzare nei boschi di Dioniso. Danzare con Shiva. Vivere nella più alta tonalità dell'anima". Miguel Serrano
Thursday, May 18, 2017
In morte a Chris Cornell
Thursday, January 05, 2017
Wednesday, December 21, 2016
Un ritorno alla Grande Madre
"Tentativi quali quello di reinserire la donna come "Archetipo dell'elemento materno, conservativo, protettivo e sostentatore della vita" sono evidentemente connessi al malessere della struttura patriarcale della nostra realta' sociale, entro la quale sono richieste ed hanno successo proprio le caratteristiche opposte a una maternita' equilibratrice e pacificatrice. Le epoche di intima insicurezza e di crisi d'identita' - in particolare se successive (o contemporaned n.d.r) a catastrifi provocate dagli uomini - sono un buon terreno di cultura per le religioni femministe." scriveva Franz Baumer nel suo libro "La Grande Madre" nel 1993. La mia intervista su Vanity Fair
http://www.vanityfair.it/news/storie/16/12/14/gravidanza-parto-casa-storia-chiara
Il suo compagno e l'intera famiglia, non si sono opposti, come spesso invece accade. «Ero in difficoltà a parlarne con le amiche, sapevo che sarebbero state contrarie. Si sta quasi demonizzando il parto in casa, a me invece faceva molta più paura essere a conoscenza di tante storie di violenza in sala parto. Di rischiare di essere costretta a fare cose che non volevo, subire continui monitoraggi».
In Italia, nel 2015, sono nati circa 500 bambini in casa, una percentuale molto bassa rispetto al totale dei neonati (lo 0,1 %) ma sono sempre di più le donne che scelgono di essere assistite solo da un'ostetrica e rifiutano le strutture ospedaliere. Per questo motivo la Società Italiana di Neonatologia ribadisce: «non andare in ospedale mette a rischio la salute del bambino e della mamma».
«Certamente devono esserci le condizioni per scegliere questo tipo di parto, ovvero una gravidanza serena e senza complicazioni ma anche un'abitazione non troppo distante da un ospedale». E' necessario infatti comunicare all'Asl della propria città che il parto avverrà in casa, «nel momento in cui il parto ha inizio sono le ostetriche stesse a comunicare alla struttura medica più vicina che il parto sta per avvenire. Così è stato nel mio caso».
Durante il travaglio, Chiara è restata per la maggior parte del tempo da sola, «le ostetriche intervenivano solo nei momenti necessari. Insieme a loro e al mio compagno abbiamo fatto gli esercizi di respirazione, poi ascoltato Battiato. Mi avevano detto di scegliere una stanza in cui volevo che Edoardo nascesse ma alla fine lui è nato in bagno. Non c'è stato tempo di spostarsi. Abbiamo messo dei cuscini e degli asciugamani a terra e mi sono sdraiata».
In casa Chiara aveva preparato un piccolo kit medico con delle garze sterili e il disinfettante, «le ostetriche nei giorni precedenti al parto avevano portato ciò che poteva servire in caso di emergenza».
Non andare in ospedale, significa anche poter decidere delle prime cure e attenzioni da riservare al proprio bambino. Prima di partorire, Chiara aveva chiesto alle ostetriche di tenere suo figlio attaccato al cordone ombelicale più tempo possibile, così come di non fargli il bagnetto immediatamente e nemmeno il lavaggio degli occhi.
«Appena è nato l'ho tenuto accovacciato sul mio petto e, solo dopo qualche ora, il mio compagno ha tagliato il cordone ombelicale. Volevo che Edoardo avesse tutto il tempo necessario per iniziare a respirare da solo». Chiara ha affrontato tutto il parto in maniera molto spirituale, così è riuscita a controllare il dolore, anche quando diventava più forte (e, per la maggior parte delle donne, insopportabile).
«A un certo punto mi sono come alienata, alcuni istanti non li ricordo più. Sono rimasta sorpresa dal momento in cui Edoardo è uscito del tutto. Credevo facesse molto più male. Sono stata felice di poter vivere con i miei tempi il passaggio da donna a madre. In una situazione medicalizzata mi sarei sentita più vulnerabile».
Oltre alla paura del fattore imprevisto e della conoscenza limitata che si ha di questo tipo di parto, uno dei deterrenti è il suo costo, abbastanza proibitivo. Solo alcune Regioni, in parte, lo rimborsano. «Io ho pagato circa 3mila euro - racconta Chiara - ma sono fortunata perché la Regione Lazio restituisce 1/3 del totale, quindi ho recuperato subito una parte della spesa».
Friday, December 16, 2016
Al supermercato una donna cerca degli "oats for porridge". Nessuno la capisce ma da un capannello di persone una donna dal trucco vistoso finge di capire dicendo che la signora vuole le cipolle. Quella ripete "porridge" e la signora truccata allora fa "Ah! Porro!". Interveniamo accompagnandola allo scaffale dei cereali dove trova la crusca di avena. Mentre ci chiede come si dice porridge in italiano passa un tizio e dice che secondo lui dovrebbero parlare tutti napoletano per farsi capire. Sì, e mangiare solo sfogliatelle a colazione...
Sunday, November 27, 2016
Una mamma racconta su Facebook che a 17 anni ha dato alla luce una bimba, che dopo 10 giorni ha dovuto dare (sembra forzata dalla madre) ad un'altra donna. Lo scrive 43 anni dopo, sperando di ritrovare la sua bimba, di cui ha solo una foto ingiallita che i genitori adottivi le hanno mandato al compimento dell'anno della bimba. Poi nulla. Per un po' seguo i commenti di persone che condividono il post. È un continuo. "Condiviso in Kent", "condiviso in Australia", "condiviso in Texas", "condiviso in Canada". Chissà se alla fine questa donna ritroverà la sua figlia perduta.
Thursday, November 24, 2016
Sunday, November 06, 2016
The Young Pope e la Grande Madre
Per quello che ho visto finora, non mi considero una fan di Sorrentino. Troppi dettagli, troppa ricchezza estetica, troppo barocco per chi, come me, ama l'essenziale. Ma in the Young Pope anch'io ho trovato, sotto gli strati riccamente affrescati, un messaggio interessante. La mia lettura della serie è quella di un messaggio mistico ed esoterico riassunto dalla figura di un papa che vuole stravolgere il modello di una chiesa aperta a tutti, ma lontana da Dio, ad una chiesa settaria ed elitaria a cui solo chi è pronto ad affrontare serie prove e a dimostrare con esse la propria volontà di seguire Dio potrà accedere. Memorie di culti magici lontani, quasi preistorici, nel momento in cui si allude a più riprese alla figura della Grande Madre, dalla cosiddetta Venere di Willendorf che troneggia in una teca posta nell'ufficio del papa e da cui il cardinal Voiello morbosamente attratto, al ruolo donna nella nuova chiesa di Pio XIII, con Suor Mary e i numerosi riferimenti alla figura della Madonna (è lei che appare più spesso accanto al papa arrivando addirittura a riprodurre la Pietà in una delle scene), mentre Gesù appare più di rado e davanti alle altre figure (come il cardinale che prega davanti ad una intera parete ricoperta da crocefissi).
Non so che cosa avesse in mente Sorrentino quando l'ha scritta (non mancano espliciti riferimenti alla politica ed alla società italiane attuali) ma questo è l'aspetto che mi ha colpito di più. Aspetto con ansia i prossimi episodi!
Saturday, November 05, 2016
Monday, October 31, 2016
Wednesday, October 26, 2016
Tuesday, October 25, 2016
Sunday, October 23, 2016
Saturday, October 22, 2016
Tuesday, July 05, 2016
Tuesday, June 07, 2016
Sul bus
Sul bus. La gente chiede l'aria condizionata, l'autista si scusa dicendo che è nuovo, anche in città, e si assicura che l'aria sia accesa e tutti stiano bene. I passeggeri plaudono increduli la sua gentilezza, e gli danno il "benvenuto tra noi, sperando che la città non lo cambi".





