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Wednesday, February 25, 2009

Radio Meridiano 12

Il programma di solidarietà e politica internazionale di Radio Meridiano 12, Pangea, mira ad approfondire i fatti, le tensioni, le emergenze umanitarie internazionali.

Questa settimana tra gli ospiti che illustravano l'attuale situazione del Kosovo, ad un anno dalla tanto criticata indipendenza, c'ero anch'io. Ho raccontato quali sono state le mie percezioni del Paese: della situazione politica ed economica, quella di un popolo senza identità propria (il 92% della popolazione è di etnia albanese) e molto (troppo) dipendente dall'esterno, dagli aiuti internazionali, dalle rimesse e (si mormora) dai fiorenti traffici illegali. Della festa per l'indipendenza, ma anche dell'inusuale riconoscimento dell'autonomia di questo Stato, riconosciuto da 55 Paesi, ma la cui indipendenza non è ancora stata avvallata da una risoluzione delle Nazioni Unite, per via degli interessi superiori che vedono il Kosovo come una pedina, una merce di scambio nel ben più vasto scacchiere internazionale.

Tuesday, February 17, 2009

Happy Birthday Kososvo!!

Sembrano spari, quelli che sento fuori dalla finestra del mio albergo a Pristina. Qualche anno fa avrebbero potuto esserlo, ma oggi questo è il rumore della festa. Il Kosovo compie un anno, il suo popolo esulta. La città da qualche giorno è tinta del rosso della bandiera albanese e del blu della propria bandiera. A tratti, macchie a stelle e strisce, vecchia riconoscenza a un Paese che ha determinato le sorti degli attuali confini balcanici. C'è da aspettarselo, in una città che ha chiamato un'arteria importante del traffico cittadino "Bill Clinton".

Sembra che tutti i seicentomila abitanti di Pristina siano in piazza stasera. Giovani e bambini avvolti nelle bandiere varipinte,un fiume di gente che passeggia, mangia, balla e si abbraccia sulla via pedonale Nëne Tereza. In fondo, un grande palco che da tutto il giorno trasmette musica e buon umore agli abitanti di questo tormentato lembo di terra. La folla festeggia, ma si muove in un flusso calmo. Qua e là, ragazzini lanciano piccoli petardi, poi si tappano le orecchie in attesa dello scoppio. Le mamme chiudono un occhio, e si godono lo spettacolo dei fuochi d'artificio.

Dall'alto, lo sguardo benevolo di Ibrahim Rugova, padre della patria, deceduto nel 2006. A lui, il popolo non ha potuto che dedicare una parola: Faleminderit, grazie!