Thursday, May 18, 2017

In morte a Chris Cornell

E' morto Chris Cornell. Probabile suicidio dopo un concerto.
Di colpo sono ragazzina. Guardo il video di Black Hole Sun su MTV, seduta sul divano dei miei genitori. I volti deformi del video sono per me l'emblema di una società che ancora fatico a decifrare, e a cui non sento di appartenere. I capelli lunghi di Chris e di tutti gli altri ragazzacci della scena grunge che sento molto più fratelli dei miei vicini di casa, un porto sicuro in cui rifugiarmi. La loro musica che non ha mai smesso di scorrere nelle vene. Lo sento stasera, riguardando lo stesso video sul mio smart phone, ormai mamma e donna. Che con la morte di Chris muore un pezzetto di noi, ragazzini con i jeans strappati e la camicia a quadretti oversize da cui faceva occhiolino l'agognata t-shirt della band del cuore.

Thursday, January 05, 2017

"E in questa lucida solitudine disperata ho conquistato la mia libertà. Benvenuti nel mio deserto pieno di fiori". Jack l'uomo della Folla.

Wednesday, December 21, 2016

Un ritorno alla Grande Madre

"Tentativi quali quello di reinserire la donna come "Archetipo dell'elemento materno, conservativo, protettivo e sostentatore della vita" sono evidentemente connessi al malessere della struttura patriarcale della nostra realta' sociale, entro la quale sono richieste ed hanno successo proprio le caratteristiche opposte a una maternita' equilibratrice e pacificatrice. Le epoche di intima insicurezza e di crisi d'identita' - in particolare se successive (o contemporaned n.d.r) a catastrifi provocate dagli uomini - sono un buon terreno di cultura per le religioni femministe." scriveva Franz Baumer nel suo libro "La Grande Madre" nel 1993.
 
In un periodo di incertezza ed inabilita' politica, di guerre dal potenziale distruttivo enorme, della disumanita' totale per cui si arriva a dire che "e' meglio che profughi e poveri anneghino in mare, piuttosto che venire a rubarci il lavoro", di violenze domestiche per lo piu' ai danni di donne e minori, del costante rischio di violenze sessuali a cui sono esposte le donne, del mobbing post-partum che spinge le neomamme a licenziarsi e dello strapotere dell'uomo bianco, arrogante, incravattato e di mezza eta', anch'io penso fermamente che il ritorno del femminino sia una risposta doverosa. E non parlo di femminilita', di pizzi e tacco 12, di unghie laccate e capelli freschi di parrucchiere. Parlo delle caratteristiche femminili che nella stragrande maggioranza dei case fanno si' che la donna scelga la vita. Di avvolgere nel suo scialle il bambino impaurito, seppur non suo, di poteggere e custodire la vita che lei sa quanto sia difficile traghettare su questo mondo. Che scelga di non imbracciare fucili ed armi, di non dedicarsi all'arte della guerra a servizio della morte. Il femminino della sorellanza, della comprensione, l'arte dell'abbraccio, della guarigione e della spiritualita'. Io rimango del parere che l'esperienza umana sia un pezzo dell'esperienza di anime in progressiva crescita e per quanto la violenza possa far parte di questa esperienza, riuscire a bilanciarla con l'amore ed il rispetto mi sembra fondamentale in un momento in cui la violenza nelle sue forme piu' abberranti sta prendendo il sopravvento su tutti noi.

La mia intervista su Vanity Fair


http://www.vanityfair.it/news/storie/16/12/14/gravidanza-parto-casa-storia-chiara

Per Chiara, 40 anni, scegliere di partorire suo figlio Edoardo in casa è stato naturale. Una decisione che ha preso durante il corso preparto, quando l'ostetrica che l'ha seguita per tutta la gravidanza, ha paragonato il momento del parto a un atto sessuale.


«"Vi piacerebbe che ci fossero persone a guardarvi?" ci ha chiesto - racconta Chiara-. Da quel momento ho iniziato a riflettere, mi piaceva l'idea di poter essere tranquilla nella mia casa, con la mia musica, i miei affetti. Soprattutto mi rasserenava l'idea di poter avere tutto il tempo necessario a me e al mio bambino».

Il suo compagno e l'intera famiglia, non si sono opposti, come spesso invece accade. «Ero in difficoltà a parlarne con le amiche, sapevo che sarebbero state contrarie. Si sta quasi demonizzando il parto in casa, a me invece faceva molta più paura essere a conoscenza di tante storie di violenza in sala parto. Di rischiare di essere costretta a fare cose che non volevo, subire continui monitoraggi».

In Italia, nel 2015, sono nati circa 500 bambini in casa, una percentuale molto bassa rispetto al totale dei neonati (lo 0,1 %) ma sono sempre di più le donne che scelgono di essere assistite solo da un'ostetrica e rifiutano le strutture ospedaliere. Per questo motivo la Società Italiana di Neonatologia ribadisce: «non andare in ospedale mette a rischio la salute del bambino e della mamma».

«Certamente devono esserci le condizioni per scegliere questo tipo di parto, ovvero una gravidanza serena e senza complicazioni ma anche un'abitazione non troppo distante da un ospedale». E' necessario infatti comunicare all'Asl della propria città che il parto avverrà in casa, «nel momento in cui il parto ha inizio sono le ostetriche stesse a comunicare alla struttura medica più vicina che il parto sta per avvenire. Così è stato nel mio caso».

Durante il travaglio, Chiara è restata per la maggior parte del tempo da sola, «le ostetriche intervenivano solo nei momenti necessari. Insieme a loro e al mio compagno abbiamo fatto gli esercizi di respirazione, poi ascoltato Battiato. Mi avevano detto di scegliere una stanza in cui volevo che Edoardo nascesse ma alla fine lui è nato in bagno. Non c'è stato tempo di spostarsi. Abbiamo messo dei cuscini e degli asciugamani a terra e mi sono sdraiata».

In casa Chiara aveva preparato un piccolo kit medico con delle garze sterili e il disinfettante, «le ostetriche nei giorni precedenti al parto avevano portato ciò che poteva servire in caso di emergenza».

Non andare in ospedale, significa anche poter decidere delle prime cure e attenzioni da riservare al proprio bambino. Prima di partorire, Chiara aveva chiesto alle ostetriche di tenere suo figlio attaccato al cordone ombelicale più tempo possibile, così come di non fargli il bagnetto immediatamente e nemmeno il lavaggio degli occhi.

«Appena è nato l'ho tenuto accovacciato sul mio petto e, solo dopo qualche ora, il mio compagno ha tagliato il cordone ombelicale. Volevo che Edoardo avesse tutto il tempo necessario per iniziare a respirare da solo». Chiara ha affrontato tutto il parto in maniera molto spirituale, così è riuscita a controllare il dolore, anche quando diventava più forte (e, per la maggior parte delle donne, insopportabile).

«A un certo punto mi sono come alienata, alcuni istanti non li ricordo più. Sono rimasta sorpresa dal momento in cui Edoardo è uscito del tutto. Credevo facesse molto più male. Sono stata felice di poter vivere con i miei tempi il passaggio da donna a madre. In una situazione medicalizzata mi sarei sentita più vulnerabile».

Oltre alla paura del fattore imprevisto e della conoscenza limitata che si ha di questo tipo di parto, uno dei deterrenti è il suo costo, abbastanza proibitivo. Solo alcune Regioni, in parte, lo rimborsano. «Io ho pagato circa 3mila euro - racconta Chiara - ma sono fortunata perché la Regione Lazio restituisce 1/3 del totale, quindi ho recuperato subito una parte della spesa».

Friday, December 16, 2016

Al supermercato una donna cerca degli "oats for porridge". Nessuno la capisce ma da un capannello di persone una donna dal trucco vistoso finge di capire dicendo che la signora vuole le cipolle. Quella ripete "porridge" e la signora truccata allora fa "Ah!  Porro!". Interveniamo accompagnandola allo scaffale dei cereali dove trova la crusca di avena. Mentre ci chiede come si dice porridge in italiano passa un tizio e dice che secondo lui dovrebbero parlare tutti napoletano per farsi capire. Sì, e mangiare solo sfogliatelle a colazione...

Sunday, November 27, 2016

Una mamma racconta su Facebook che a 17 anni ha dato alla luce una bimba, che dopo 10 giorni ha dovuto dare (sembra forzata dalla madre) ad un'altra donna. Lo scrive 43 anni dopo, sperando di ritrovare la sua bimba, di cui ha solo una foto ingiallita che i genitori adottivi le hanno mandato al compimento dell'anno della bimba. Poi nulla. Per un po' seguo i commenti di persone che condividono il post. È un continuo. "Condiviso in Kent", "condiviso in Australia", "condiviso in Texas", "condiviso in Canada". Chissà se alla fine questa donna ritroverà la sua figlia perduta.

Thursday, November 24, 2016

A volte vorrei fotografare con gli occhi. Sbattere le palpebre e fermare l'immagine di un sorriso, un riflesso, un volto pensieroso. Sono attimi che sfuggono in istanti di umanità.

Sunday, November 06, 2016

The Young Pope e la Grande Madre

Per quello che ho visto finora, non mi considero una fan di Sorrentino. Troppi dettagli, troppa ricchezza estetica, troppo barocco per chi, come me, ama l'essenziale. Ma in the Young Pope anch'io ho trovato, sotto gli strati riccamente affrescati, un messaggio interessante. La mia lettura della serie è quella di un messaggio mistico ed esoterico riassunto dalla figura di un papa che vuole stravolgere il modello di una chiesa aperta a tutti, ma lontana da Dio, ad una chiesa settaria ed elitaria a cui solo chi è pronto ad affrontare serie prove e a dimostrare con esse la propria volontà di seguire Dio  potrà accedere. Memorie di culti magici lontani, quasi preistorici, nel momento in cui si allude a più riprese alla figura della Grande Madre, dalla cosiddetta Venere di Willendorf che troneggia in una teca posta nell'ufficio del papa e da cui il cardinal Voiello morbosamente attratto, al ruolo donna nella nuova chiesa di Pio XIII, con Suor Mary e i numerosi riferimenti alla figura della Madonna (è lei che appare più spesso accanto al papa arrivando addirittura a riprodurre la Pietà in una delle scene), mentre Gesù appare più di rado e davanti alle altre figure (come il cardinale che prega davanti ad una intera parete ricoperta da crocefissi).
Non so che cosa avesse in mente Sorrentino quando l'ha scritta (non mancano espliciti riferimenti alla politica ed alla società italiane attuali) ma questo è l'aspetto che mi ha colpito di più. Aspetto con ansia i prossimi episodi!

Saturday, November 05, 2016

Testaccio, Roma. 2016

Monday, October 31, 2016

Davanti alla tomba di mio padre, piango ciò che è stato e ciò che non è potuto essere. E penso che la morte di un genitore sia la morte di un bel pezzo di noi, che apre ferite difficili da sanare da cui sgorgano energie nuove.

Wednesday, October 26, 2016

Ho chiuso gli occhi mentre l'aereo decollava. Ho pensato che morire dev'essere proprio così; chiudi gli occhi e sali verso il cielo, sopra la coltre di nuvole che, spessa, nasconde la città all'ora del tramonto.

Tuesday, October 25, 2016

Una barista gentile all'avventore:"grazie!". "Grazie diglielo alla Madonna".😐

Sunday, October 23, 2016

Saturday, October 22, 2016

E poi mi chiese: "Che tipo sei?"
"Io sono il tipo che con il pane raffermo fa pane grattugiato".

Tuesday, July 05, 2016

(..) se il nostro bambino si abbandona troppo alla fantasia puo' darsi che se ne faccia un'abitudine, che non riesca mai ad entrare "in pieno" nella realta'; e se questo accadra' egli sara' sempre un po' estraneo in questo nostro mondo che amiamo definire "pratico"; ma se egli restera' fuori, piu' o meno completamente, (..) finira' per diventare un individuo inutile o persino dannoso per il nostro sistema, una specie di nemico, (..) e molti potrebbero diventare come lui. E allora addio solide strutture mercantili, addio confortevoli privilegi basati su concreti profitti monetari, addio commerci, banche, interessi "pratici", sviluppi economici e via dicendo. Sarebbe il crollo di tutto un mondo. Del nostro mondo. Percio' la fantasia, anche nei bambini piu' piccoli, ci fa paura.
Marcello Bernardi, "Il nuovo bambino", 1976

Tuesday, June 07, 2016

Sul bus

Sul bus. La gente chiede l'aria condizionata, l'autista si scusa dicendo che è nuovo, anche in città, e si assicura che l'aria sia accesa e tutti stiano bene. I passeggeri plaudono increduli la sua gentilezza, e gli danno il "benvenuto tra noi, sperando che la città non lo cambi".

Sunday, May 08, 2016

Area archeologica di Santa Croce in Gerusalemme

Vista dei resti dell'anfiteatro dall'esterno delle mura 


Vista di Santa Croce in Gerusalemme dall'interno del sito

Domus romana ritrovata negli anni ottanta ed inglobata nell'attuale struttura ACEA

Particolare 

Vista dell'acquedotto

Sunday, March 13, 2016

Shiva al Cern http://www.scienzaeconoscenza.it/articolo/shiva-al-cern.php

Tuesday, March 08, 2016

Il mio post sull'8 marzo

"Tanti auguri a tutte le donne che me la danno!" grida uno spettatore alla radio, e parte un sonoro applauso. "Non fateci gli auguri, attaccateci al muro!" risponde un'altra spettatrice.
Sono su un taxi, sto andando al World Food Programme dove le agenzie UN basate a Roma stanno organizzando un evento per la festa della donna.

Piove a dirotto a Roma, e per strada i venditori ambulanti hanno aggiunto agli ombrelli delle sudicie confezioni di mimose, che vendono ai semafori. Ancora una volta, si usa lo sfruttamento per celebrare .. cosa? L'uguaglianza tra uomini e donne? A mio avviso uomini e donne non sono uguali, sono complementari. E' questo il senso che la nostra societa' ha perso. La Direttrice del WFP nei suoi opening remarks porta come esempio di donne di successo la prima pilota, la prima ad aver volato su una mongolfiera, la prima ad aver vinto una competizione di matematica. Tutti ambiti che l'immaginario collettivo associa al maschile. La donna e' di successo quando riesce ad emulare il modello maschile. Lo vedo anche negli auguri per questa giornata, in cui fioccano sui profili Facebook di alcune mie amiche foto di modelli musclosi ed ammiccanti, chiara visione maschile del sesso e dell'attrazione.

Io, ripeto, non sono per l'uguaglianza tout court, sono per l'uguaglianza nei diritti, nei doveri e nelle opportunita', ma sogno una societa' che riconosca il valore e la peculiarita' del femminile in quanto tale, e in quanto tale complementare al maschile e non mero scimmiottamento di quest'ultimo. La donna moderna soffoca la propria sensibilita', ha perso il legame con la sua ciclicita', i suoi archetipi piu' profondi. Ha sacrificato tutto questo per essere uguale all'uomo, ma il ciclo, la gravidanza, la maternita' portano ancora le tracce di cio' che significa essere "femminile".
Culture altre da quella occidentale contemplano naturalmente questo senso di complementarieta'. Un esempio tra tutti quella indiana, per cui ogni divinita' contempla un lato maschile ed uno femminile "Without Shakti, Shiva is described as no different from a Shava, or lifeless body. Without Shiva, Shakti is a rampaging destructive entity. Together, they bring what Master Choa describes as "creative destruction" -- destruction for the purpose of regeneration, also called transmutation and spiritual transformation".

Allora per me il successo di donne e uomini nella vita privata come in quella lavorativa, e' proprio la complementarieta'. Il portare la sensibilita' femminile, il trovare soluzioni che rendano la vita delle donne compatibile con il lavoro, come gli asili nido aziendali o il congedo mestruale per le dipendenti, come ha di recente fatto un'azienda di Bristol. Significa dare potere alle donne di scegliere come partorire, quanto e dove allatare i propri figli potendo al tempo stesso continuare il loro percorso professionale.