Monday, November 02, 2009

Un altro straordinario viaggio con Alitalia.

L'aereo per Trieste è di nuovo in ritardo. E' un venerdì sera, la stanchezza e la tensione accumulate durante la settimana pesano sulle spalle come macigni. Attorno a me, un gruppo di pellegrini sloveni di ritorno dalla Terra Santa. All'ennesimo annuncio di ritardo, uno di loro suscita una risata generale dichiarando, in sloveno, "tipico dell'Italia". Beati loro che hanno ancora la forza di ridere.
Quando finalmente si atterra a Trieste, anche ai pellegrini passa la voglia di scherzare: mancano alcuni bagagli, tra cui il mio. Mi metto docilmente in fila per denunciarne la perdita. Aspetto pazientemente il mio turno. Compilo il modulo. Spiego modello e colore del mio trolley ad un'addetta scazzata alla quale preciso che,nell'eventualità in cui il suddetto venisse ritrovato, gradirei andare a prenderlo all'aeroporto e non far venire il corriere a casa.

Al mattino dopo un sms mi avverte che il bagaglio è stato "ritrovato". Torno in aeroporto per ritirarlo. Troppo tardi. E' già partito con il corriere.
"Ma avevo detto alla sua collega che sarei venuta io a ritirarlo"
"Eh, la gente dice tante cose..."
"Ho provato a chiamare per avvertivi che sarei venuta, ma risponde solo il centralino e...".
La tipa ha perso interesse in me. M'ignora. Manco mi saluta.
"Arrivederci"
"...".

La valigia arriva alle 13.30 via corriere. Non la imbarco nel volo successivo del lunedì mattina. Non voglio problemi. Non voglio aspettare. E invece aspetto. Il volo parte puntuale da Trieste, ma all'arrivo a Roma veniamo letteralmente sequestrati dentro il veivolo. Non c'è la scaletta per scendere. E non ci sono neppure i funzionari dell'aeroporto addetti alle operazioni di sbarco. Chi si era alzato, dopo 40 minuti s'era riseduto, ormai disilluso. C'era chi telefonava e chi apriva il computer. Ancora un altro po' e ci saremmo messi a bivaccare.

Un altro straordinario viaggio con Alitalia.

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